Le Regole - okinawakarate





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Il Karate

Si dice che il primo DOJO KUN sia stato codificato dal monaco buddista Badhidharma nel monastero di Shaolin.

DOJO KUN
"Le regole del luogo dove si studia la via"


HITOTSU, JINKAKU KANSEI NI TSUTOMURU KOTO
 CERCA DI PERFEZIONARE

IL CARATTEREHITOTSU, MAKOTO NO MICHI O MAMORU KOT
 PERCORRI LA VIA DELLA SINCERITA

HITOTSU, DORYOKU NO SEISHIN O YASHINAU KOTO
RAFFORZA INSTANCABILMENTE  LO SPIRITO

HITOTSU, REIGI O OMONZURU KOTO
OSSERVA UN COMPORTAMENTO IMPECCABILE

HITOTSU, KEKKI NO YU O IMASHIMURU KOTO
ASTIENITI DALLA VIOLENZA E ACQUISISCI L'AUTOCONTROLLO


"Il Karate inizia con il rispetto e finisce con il rispetto" diceva il maestro FUNAKOSHI esprimendo un principio importante delle arti marziali. Simbolo di questo rispetto è il saluto, in giapponese REI, eseguito all'inizio e alla fine di ogni esercizio, per salutare l Kamiza, il nostro maestro, i nostri compagni.
Nella pratica del KARATE-DO si usano due forme di saluto:

ZA-REI e RITSU-REI


ZA-REI
- Questo saluto è più formale e si esegue in posizione inginocchiata. Partite dalla posizione eretta, indietreggiate il piede sinistro e posate il ginocchio a terra all’altezza del tallone destro, quindi scendete con il ginocchio destro per ritrovarvi nella posizione in ginocchio ma sollevati dai talloni. Girate la dita dei piedi, accavallando l’alluce destro sul sinistro e sedetevi sui talloni divaricati mantenendo la schiena ben dritta.Le ginocchia sono ad una distanza di circa 20cm e le mani appoggiate di piatto sulla parte alta delle cosce con le dita rivolte all’interno.

RITSU-REI
- È il saluto più semplice. Si esegue in posizione eretta, braccia lungo il corpo. (in Giappone le donne appoggeranno le mani davanti alle cosce), gambe distese, talloni uniti e punte dei piedi divaricate (chokuritsu shisei). Con calma piegate il busto in avanti, lasciando il tronco diritto con un angolo di circa 30°, la testa segue il movimento con lo sguardo dritto davanti a voi, le braccia vanno fatte scivolare lungo il corpo e le mani vanno appoggiate appena al di sopra delle ginocchia. Segnate un tempo d’arresto e tornate nella posizione di partenza.Questo saluto è generalmente impiegato quando si entra in un DOJO e quando vi si esce, ; In questo modo salutate il luogo di studio, il maestro e tutti quanti sono chiamati a venirvi a studiare, oltre che impostare lo stato mentale nella condizione di rei no kokoro (lo spirito del rispetto). Esso si esegue egualmente quando invitate qualcuno ad esercitarsi con voi e quando avete terminato l’allenamento.E’ eseguito in tutte le competizioni. Si saluta sempre all’inizio e alla fine di un combattimento.


20 Precetti del Karate

  • 1. Non bisogna dimenticare che il karate comincia con il saluto, e termina con il saluto.

  • 2. Nel karate, non si prende l'iniziativa dell'attacco.

  • 3. Il karate è un complemento della giustizia.

  • 4. Conosci dapprima te stesso, poi conosci gli altri.

  • 5. Nell'arte, lo spirito importa più della tecnica.

  • 6. L'importante è mantenere il proprio spirito aperto verso l'esterno.

  • 7. La disgrazia proviene dalla pigrizia.

  • 8. Non pensare che si pratichi karate solamente nel dojo.

  • 9. L'allenamento nel karate si prosegue lungo tutta la vita.

  • 10. Vedi tutti i fenomeni attraverso il karate e troverai la sottigliezza.

  • 11. Il karate è come l'acqua calda, si raffredda quando si smette di scaldarla.

  • 12. Non pensare a vincere, ma pensa a non perdere.

  • 13. Cambia secondo il tuo avversario.

  • 14. L'essenziale in combattimento è giocare sul falso e sul vero.

  • 15. Considera gli arti dell'avversario come altrettante spade.

  • 16. Quando un uomo varca la porta di una casa, si può trovare di fronte a un milione di nemici.

  • 17. Mettiti in guardia come un principiante, in seguito potrai stare in modo naturale.

  • 18. Bisogna eseguire correttamente i kata, essi sono differenti dal combattimento.

  • 19. Non dimenticare la variazione della forza, la scioltezza del corpo e il ritmo nelle tecniche.

  • 20. Pensa ed elabora sempre.




La gerarchia dei gradi nel Karate - Le cinture

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La gerarchia dei gradi di cintura nelle arti del budo è detta kyudan e si suddivide nel sistema degli allievi (kyu o mudansha) e in quello delle cinture nere (dan: yudansha e kodansha).
Nel budo ("Via che conduce alla pace") si considera il kyu come un grado di scuola o di apprendimento e il dan come un grado di auto perfezionamento. Prima dell'arrivo in Giappone del maestro Funakoshi non esistevano gradi nel karate, fu lui ad inserirli nel 1926, ispirato dal fondatore del Judo moderno, Jigoro Kano, che a sua volta si richiamò ad un uso proprio degli antichi sistemi marziali giapponesi.


Kiu o mudansha
Livelli Inferiori

6° kyu (rokkyu) cintura bianca

5° kyu (gokyu) cintura gialla

4° kyu (shikyu) cintura arancio


Livelli superiori:

3° kyu (sankyu) cintura verde

2° kyu (nikyu) cintura blu

1° kyu (ikkyu) cintura marrone


Chiunque voglia apprendere le arti marziali comincia nel livello shu (della forma) che comprende l'intero sistema kyu. In esso rientra l'apprendimento basilare delle tecniche (omote) e il raggiungimento del livello psicofisico necessario per toccare i livelli superiori. Si tratta di costruire e rafforzare autodisciplina, volontà, pazienza, comprensione e convivenza con altri, elementi senza i quali non è possibile progredire. Durante questo primo periodo lo sviluppo della tecnica è l'unico criterio di misurazione utilizzabile.

Originariamente il mudansha era rappresentato dalla sola cintura bianca, simbolo della "non conoscenza, della purezza e della libertà della mente"; in seguito fu introdotta la suddivisione tra cintura bianca e cintura marrone, cui si aggiunse poi quella dei colori intermedi.

Omote significa "basilare, fondamentale" e simboleggia il lato visibile dell'arte marziale, quello che ognuno può apprendere: tutte le tecniche vengono scomposte e studiate ricercando la perfezione formale, priva di contenuti spirituali

Yudansha - Il guerriero

Gradi di maestria tecnica



1° dan: grado dell'allievo che cerca la via
2° dan: grado dell'allievo all'inizio della via
3° dan: grado degli allievi riconosciuti
4° dan: grado degli esperti tecnici
Il livello yudansha giunge sino al quarto dan e corrisponde al livello della "libertà della forma" (ha), il livello del guerriero. Il praticante può divenire un esperto di quella stessa tecnica utilizzata ai livelli kiu ma compresa nel suo significato reale. Il 1° dan (shodan) nel karate consente di indossare la cintura nera ed è il primo passo dell'allievo lungo la Via (do): in questo momento comincia il vero karate. Lo studio si raffina e l'arte marziale viene valutata anche dal punto di vista psico-fisico: l'allievo è in grado di capire che dietro l'esercizio fisico c'è la ricerca di uno stato mentale più appagante, così i gradi si evidenzieranno solo quando il praticante avrà superato il livello della dipendenza dalla forma. Nel 2° dan (nidan) e nel 3° dan (sandan) si uniscono la comprensione dell'importanza dell'atteggiamento mentale e la maggiore efficacia delle tecniche. Il 4° dan (yondan) è il "livello dell'esperto" e del combattente completo. Il confine della tecnica puramente corporea viene raggiunto e chi lo acquisisce sa che per poter migliorare dovrà cercare e percorrere nuove vie. Egli interiorizza gli aspetti spirituali dell'arte vivendoli nel dojo e nel quotidiano. A questo livello si forma il legame tra la filosofia dell'arte marziale e tecnica. Si possono controllare lo spirito, il respiro e l'energia (Ki) con l'esercizio fisico, legarli alla tecnica e svilupparli al massimo: nella ricerca della perfezione interiore l'esperienza e la maturità offriranno un fondamentale aiuto.


Kodansha - La maestria spirituale
Gradi di maestria spirituale

5° dan: - renshi kokoro, grado della conoscenza
6° dan: - renshi da 35 anni
7° dan: - khioshi da 42 anni
I gradi kodansha sono propri del vero maestro di budo: solo essi permettono di condurre un allievo al di là degli aspetti puramente formali della tecnica preparandolo alle conoscenze della Via (do). Kokoro è colui che raggiunge questa capacità tra il 5° e il 6° dan, ad una età minima di trent'anni perché tale stato presuppone oltre all'esperienza di budo anche quella di vita. Questi dan vengono chiamati anche renshi ed indicano la maturità spirituale di un uomo: sono perciò i gradi dei maestri autonomi. Sino al 5° dan è possibile ottenere il grado per mezzo di un esame dopo aver studiato un programma prestabilito, oltre al 5° dan i gradi vengono conferiti solo per meriti conseguiti nell'insegnamento, per comprovata dedizione all'arte e per la diffusione del Karate e dei suoi valori.


Irokokoro - La maturità
Grado della maturità

8° dan: - khioshi da 50 anni
9° dan: - hanshi da 60 anni
10° dan: - hanshi da 70 anni
I gradi di maestria più elevati nel budo si chiamano irokokoro e sono espressioni della maturità, legati ai titoli khioshi (7° e 8° dan) e hanshi (9° e 10° dan). Non è possibile ottenere il grado khioshi prima di avere compiuto 42 anni. Da sessanta è possibile ottenere il 9° dan e da settanta il 10° dan. Hanshi vive in totale armonia esteriore e interiore: ha superato ogni ostacolo interno (satori) abbandonando la dipendenza dal possesso e dal prestigio ed anche la paura della morte: sua missione sarà il trovare un degno successore. Renshi e khioshi rappresentano la cima della piramide dell'insegnamento mentre hanshi ne resta al di fuori: il suo compito non è quello di insegnare a tutti ma di indirizzare i già esperti verso l'ultimo gradino. Egli apre le porte segrete a quanti siano cresciuti oltre la sola tecnica. Questi gradi sono i più elevati raggiungibili in vita e solo pochissimi uomini li hanno ottenuti (uno tra questi Makoto Gimma 10° dan che fu allievo diretto del maestro Gichin Funakoshi). I grandi maestri infine indossano la cintura rossa.


Questi soni i tipici gradi dello stile Shotokan-Ryu, altri stili (ry), associazioni, scuole (dojo), possono avere variazioni sia sui colori delle cinture, sia sui tempi che devono intercorrere tra i diversi gradi o livelli.

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