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La parola KARATE-DO è composta da 3 Kanji (ideogrammi).Karate-Do significa quindi "via della mano vuota" .
Il nome antico di Karate era TO DE " la mano (DE o TE) della Cina (TO)".
L'ideogramma TO si pronuncia anche KARA e all'inizio del ventesimo secolo ha cominciato a essere impiegata la pronuncia KARA-TE ossia "la mano (TE) della Cina (KARA)".
Il termine TE o DE (mano) in giapponese ha anche un significato di "arte" o "tecnica" mentre il suono kARA SIGNIFICA ANCHE "VUOTO". Il maestro Funakoski, verso il 1930, cominciò a trascrivere KARA con l'ideogramma che significa "vuoto" ed aggiunse al termine KARATE il suffisso (via) chiamando cosi l'arte KARATE-DO.

OKINAWA-TE


Il karate è giunto in occidente da Okinawa,in Giappone. E’ stato sviluppato nel XVI e XVII secolo,quando, per paura delle ribellioni, le autorità governative confiscarono tutte le armi al popolo,compresi i coltelli rituali e quelli da cucina. A mani nude, i contadini
sarebbero stati impotenti davanti ai Samurai armati fino ai denti, ma avrebbero potuto comunque fermare le bande di briganti
grazie al karate.
La storia del Karate parte da un arcipelago a sud del Giappone,delle isole Ryu-Kyu, e in particolare da una di queste , OKINAWA
, dove si crede che fosse già praticata un'arte "segreta" :l' OKINAWA-TE. l'ideogramma TE letteralmente indica la parola "mano", ma per estensione può anche indicare "arte" o "tecnica";Il significato Okinawa-te, quindi , è "arte marziale di OKINAWA". Essa era praticata esclusivamente dai nobili, che la tramandavano di generazione in generazione. Secondo le credenze popolari, la nascita del Karate è dovuta alla proibizione dell'uso delle armi nell'arcipelago delle isole RYU-Kyu Nei secoli XVII e XVIII le condizioni dei nobili di Okinawa cambiarono notevolmente; l'improvviso impoverimento delle classi alte costrinse molti nobili a dedicarsi al commercio o all'artigianato.
Fu cosi che l'arte "segreta" iniziò a penetrare anche ad di fuori della casta dei nobili. La conoscenza del TE resta uno dei pochissimi segni di appartenenza passata a un'elevazione sociale. Per questo motivo i nobili, ormai divenuti contadini, tramandarono quest'arte a una cerchia ristrettissima di persone.
Fondamentalmente per la nascita del
TODE furono anche le arti marziali cinesi. Le persone che si recavano in Cina, anche per diversi anni, avevano modo di studiare le arti marziali del luogo e, in molti casi,cercavano di apprenderle.

Nel corso dell’ultimo secolo, l’espansione mondiale delle arti marziali orientali ha raggiunto proporzioni ragguardevoli. Parallelamente all’aumento dei praticanti e allo sviluppo segnatamente sportivo-agonistico di molte fra queste discipline, si è potuto assistere a un incalzante interesse della comunità scientifica internazionale sull’argomento.
Nel karate, per esempio, i primi studi risalgono all’inizio degli anni Settanta: queste indagini,svolte presso l’Università
Tokushoku di Tokyo, hanno consentito una prima analisi della forza e della velocità nell’esecuzione di tecniche fondamentali in soggetti dal diverso livello di competenza,utilizzando elettromiografi e riprese cinematografiche. Tuttavia, in letteratura, le arti marziali orientali sono maggiormente rappresentate in una prospettiva di ampio respiro, coinvolgendo, più che la prestazione segnatamente agonistica, un ambito che spazia dalle scienze dell’educazione all’aspetto salutistico e riabilitativo. Infatti, il maggior numero di articoli scientifici recensiti riguarda il tai chi, disciplina di origine cinese che sembra avere applicazioni nel campo della prevenzione e della terapia di patologie invalidanti,specialmente in soggetti di età avanzata. Analogamente insieme con altre arti del budo, anche il karate può essere considerato in modo poliedrico. Esso, infatti, si pone obiettivi formativi profondi sia cognitivi sia motori: conoscere se stessi e le proprie potenzialità, favorire il processo di autostima e il controllo delle riposte motorie a stimoli esterni, migliorare progressivamente le qualità condizionali e coordinative, insegnare ad accettare le regole della convivenza civile e quindi rispettare e amare il prossimo. Attraverso la pratica di quest’attività è possibile contribuire allo sviluppo armonico ed equilibrato dell’individuo durante l’età evolutiva, coinvolgendo pariteticamente la sfera biologica, quella cognitiva e comportamentale. Pertanto, è auspicabile che la pratica di questa disciplina possa estendersi, attraverso adeguati programmi metodologici, a categorie di popolazione diverse da quelle dell’élite sportiva agonistica, come bambini, anziani e soggetti diversamente abili.

Le arti marziali cinesi si basano su concetti filosofici e su un'elaborata concezione del corpo umano; Era quindi impossibile imparare le arti cinesi nello spazio di un solo viaggio. I viaggiatori giapponesi appresero quel che potevano: tecniche sparse che adattarono al loro fisico ben più robusto del fisico di un cinese: Ci fu quindi una sorta di fusione tra le arti arrivate dalla Cina e il TE okinawese. Esponente di spicco di questo periodo fu Kanga Sakugawa, signore di Okinawa ed esperto di TE. Egli fu il primo maestro che provò una razionalizzazione e una codifica delle arti diffuse ad Okinawa. La storia del Karate nella tradizione di Okinawa assume contorni un pò più definiti a partire da Sokan Matsumura che fu il primo ad aver trasmesso un metodo sistematico.
Il suo stile di TODE
era chiamato SHURI-TE (arte marziale di SHURI) in quanto Matsuma era residente proprio nella città di shuri. egli basò il proprio insegnamento su tre punti fondamentali: la pratica dell'arte di okinawa, l'arte giapponese della spada (Jigen-ryu) e la pratica della arti cinesi.Il ruolo di Matsuma nella storia del Karate è tanto più importante se consideriamo che formasse molti allievi. Alcuni tra loro sono divenuti anch'essi maestri di quest'arte e hanno diffuso l'arte e le ide del loro maestro, pur contribuendo tutti a farle evolvere.
Tra loro Itosu Yasutsume
ebbe il grande merito di introdurre il karate nelle scuole dell'epoca.
Pi tardi, a seguito delle prestigiose esibizioni del Maestro Gichin Funakoshi
a Tokio nel 1922, il Karate venne conosciuto al di fuori dell'isola di Okinawa.


 
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